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L’artrosi nei cani anziani: come alleviare il dolore e migliorare la loro vita

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L’artrosi nei cani anziani: come alleviare il dolore e migliorare la loro vita

Un giorno ti rendi conto: il tuo cane non salta più sul divano, si alza lentamente al mattino e si allontana di un passo. Non è solo che sta crescendo. Molte volte dietro questi piccoli cambiamenti c’è osteoartrite, e la buona notizia è che oggi si può fare molto per esso. L’artrosi in un cane anziano non ha cura, ma si può gestire: con l’approccio giusto, la maggior parte dei cani riacquista la voglia di muoversi, giocare e vivere. In questa guida vi raccontiamo, con dati veterinari contrastati, come riconoscerla e cosa funziona davvero per alleviare il dolore.

Cos’è l’artrosi nei cani e perché appare

L’artrosi (osteoartrite) è una malattia degenerativa delle articolazioni: la cartilagine che ammortizza lo sfregamento tra le ossa si consuma, l’articolazione si infiamma e compaiono dolore, rigidità e perdita di mobilità.

Non è una malattia rara, per niente. Il più grande studio realizzato fino ad oggi, con dati su oltre 455.000 cani curati in cliniche nel Regno Unito (programma VetCompass del Royal Veterinary College), ha rilevato che ogni anno viene diagnosticata l’artrosi a circa il 2,5% dei cani, e le stime sulla popolazione generale raggiungono il 20% dei cani di età superiore all’anno. Nei cani di età superiore agli 8 anni, gli studi radiografici rilevano artrosi in oltre un terzo delle anche e delle ginocchia e in oltre la metà dei gomiti esaminati. Traduzione: Se il vostro cane è anziano, ci sono molti indizi che qualche articolazione gli fa male, anche se non si lamenta.

E qui c’è la chiave: i cani non si lamentano come noi. Il dolore cronico raramente provoca pianti o gemiti; si manifesta in sottili cambiamenti di comportamento che sono facili da confondere con “cose dell’età”.

Sintomi: come sapere se il vostro cane ha l’artrosi

Osservate questi segnali, soprattutto se il vostro cane ha più di 7-8 anni:

  • Rigidità al rialzo, soprattutto dopo aver dormito o dopo una lunga passeggiata.
  • Cuccia intermittente, che a volte appare con il freddo o l’umidità.
  • Le costa salire le scale, saltare in macchina o sul divano, o semplicemente smette di provarci.
  • Passeggiate più brevi: si ferma, si siede o rimane indietro.
  • Lammare o mordere insistentemente una articolazione (carpo, gomito, ginocchio).
  • Perdita di massa muscolare nelle zampe posteriori (si segnalano più le ossa della anca).
  • Cambiamenti di carattere: meno voglia di giocare, irritabilità se si toccano certe zone, più sonno.
  • Postura anomala: schiena arcuata, peso spostato verso le zampe anteriori.

Nessuno di questi segni da solo conferma l’artrosi (alcuni si verificano anche in altre malattie), quindi la diagnosi passa sempre dal veterinario: esami ortopedici e, di solito, radiografie.

Razze e fattori di rischio: il tuo cane ha più bollette?

Qualsiasi cane può sviluppare l’artrosi, ma non tutti partono con le stesse carte. I fattori di rischio meglio documentati sono l’età (a partire dagli 8 anni il rischio spunta), il sovrappeso, la genetica e le lesioni o malattie articolari precedenti, come la displasia dell’anca o del gomito e la rottura del legamento crociato.

Le razze grandi e giganti sono le più colpite. Gli studi sottolineano in particolare il Labrador Retriever e il Golden Retriever, due razze con predisposizione a displasie che anni dopo degenerano in artrosi. Pastor Alemán Rottweiler Boyer di Berna

Dall’altro lato, le razze a corpo lungo e zampe corte come il Teckel soffrono di più problemi alla colonna vertebrale e anche di artrosi associata alla loro forma. Il fatto che il vostro cane sia di razza piccola non lo libera: semplicemente, il dolore passa più inosservato perché lo aiutiamo a salire sul divano senza renderci conto che non può più stare da solo.

Come alleviare il dolore dell’artrosi nel vostro cane: trattamenti che funzionano

La moderna gestione dell’artrosi è multimodale: non esiste una pillola magica, ma una combinazione di misure che si sommano.

1. Controllo del peso: il trattamento più economico ed efficace

Se il vostro cane è sovrappeso, questo è il punto numero uno, prima di qualsiasi farmaco. Ogni chilo in più moltiplica il carico sulle articolazioni già danneggiate e mantiene uno stato infiammatorio che accelera l’usura. Nei cani con osteoartrite e sovrappeso, dimagrire migliora visibilmente la zoppa. Chiedete al vostro veterinario di valutare la vostra condizione corporea e, se siete in sovrappeso, di consigliarvi una dieta specifica con obiettivi misurabili.

2. Antinfiammatori e analgesici veterinari

I ANSI veterinari(carprofeno, meloxicam, firocoxib, grapiprant…) sono il pilastro farmacologico classico e quello che accumula più prove di efficacia contro il dolore osteoartrosica.

3. anticorpi monoclonali (bedinvetmab)

La novità più importante degli ultimi anni: un’iniezione mensile di anticorpi monoclonali anti-NGF (bedinvetmab, venduto come Librela) che blocca una delle principali vie del dolore osteoarticolare. Negli studi clinici ha mostrato efficacia paragonabile a quella degli NSAID e molti cani che non tolleravano gli anti-infiammatori hanno guadagnato qualità di vita con esso. A dire il vero: essendo un farmaco relativamente recente, è ancora sotto sorveglianza e sono stati segnalati possibili effetti avversi in alcuni cani, cosa che la comunità veterinaria sta studiando. È il vostro veterinario che deve valutare se è una buona scelta per il vostro caso specifico.

4. Condroprotettori e omega-3: con aspettative realistiche

Gli integratori di glucosamina e condroitina sono molto popolari, ma è bene sapere che l’evidenza scientifica della loro efficacia è limitato e contraddittorio: alcuni studi mostrano lievi miglioramenti e altri nessuna differenza rispetto al placebo. Di solito non fanno male, ma non aspettatevi miracoli e non sostituite con loro un trattamento reale. Le acidi grassi omega-3(EPA/DHA di olio di pesce, o diete veterinarie articolari fortificate) hanno invece una più consistente evidenza di modesto miglioramento. Consultare il dosaggio e i prodotti con il veterinario prima di assumere supplementi da soli.

5. Fisioterapia e riabilitazione

La fisioterapia veterinaria (esercizi terapeutici, massaggi, idroterapia su nastro subacqueo) aiuta a mantenere la massa muscolare, che è la “scala” naturale che protegge l’articolazione.

Rapido riepilogo delle opzioni:

Misura Cosa contribuisce Evidenza
Perdita di peso Meno carico e meno infiammazione Alto
ANSI veterinari Controllo del dolore e dell’infiammazione Alto
Anticorpi anti-NGF Controllo del dolore (iniezione mensile) Alto, in seguito.
Omega-3 (EPA/DHA) Modesto miglioramento della zoppia Moderata
Fisioterapia e idroterapia Muscolo, mobilità, dolore Moderata
Glucosamina/condroitina Possibile effetto lieve Basso o contraddittorio

Cambiamenti a casa che fanno la differenza

L’ambiente è importante quanto la medicina.

  • Letto ortopedico di schiuma viscoelastica, lontano dalle correnti: dormire su una superficie dura punisce le articolazioni.
  • Fabbricazione a partire da semi di legno o di semi di legno o da semi di legno su pavimenti di parquet o piastrelle: gli scivolamenti sono dolorosi e minano la fiducia nel camminare.
  • Rampate o gradini per la macchina e il divano, invece dei salti.
  • Mangia e bevi leggermente elevate se ti fa male il collo o i gomiti quando ti pieghi.
  • Unghie corte e pelo tra i cuscinetti tagliato: migliorano il supporto e la trazione.
  • In inverno, cappotto per cani a pelo corto e mantita sul suo letto: il freddo peggiora la rigidità.
  • Se c’è una scala in casa, valuta limitare l’accesso con una barriera e che viva su un solo piano.

Esercizio sì, ma del buono

Un errore classico è quello di smettere di passeggiare il cane “perché non gli faccia male”. Il riposo totale è controproducente: perde muscoli, aumenta di peso e aumenta la rigidità.

  1. La regolarità è la chiave: le “razioni” di esercizio del sabato pagano il conto la domenica.
  2. Calore moderato: i primi minuti a passo tranquillo, senza corse niente altro che uscire di casa.
  3. Terreno morbido: erba, terra o sabbia compatta meglio dell’asfalto.
  4. Nuoto o passeggiate in acque poco profonde se vi piacciono: lavorano il muscolo senza impatto.
  5. Evita salti, frenate e curve brusche: meglio annusare e camminare che lanciargli la palla venti volte.
  6. Osserva come sta quella notte e il giorno dopo: se finisce più zoppo o rigido, la sessione è stata eccessiva; taglia e regola.

Errori comuni che peggiorano l’artrosi

  • Assumere che “è l’età” e fare nulla. L’età non fa male; l’artrosi sì, e può essere curata.
  • Farsi curare da solo con anti-infiammatori umani: ibuprofene o paracetamolo possono essere letali per un cane.
  • Affidare tutto a un supplemento mentre il cane è ancora sovrappeso e senza diagnosi veterinaria.
  • Sospendere il farmaco in quanto migliora: il miglioramento significa che il trattamento funziona, non che non è più necessario.
  • La passione per l’esercizio fisico del fine settimana dopo sei giorni sul divano.
  • Non controllare il peso: in un cane con artrosi, ogni chilo conta, nel senso buono e nel senso cattivo.
  • Salta le revisioni: l’artrosi è progressiva e il piano di gestione deve essere aggiustato ogni pochi mesi.

Con una diagnosi tempestiva, un peso regolare, un trattamento adeguato e alcune modifiche a casa, un cane con artrosi può vivere per anni con una qualità di vita fantastica. Non si tratta di restituirgli i cinque anni, ma di rendere i suoi anni di anzianità comodi, attivi e felici. Il vostro veterinario è il vostro migliore alleato in questo cammino: non aspettate che la coesa sia evidente per fissare un appuntamento.

Domande frequenti

L’artrosi nei cani si cura?

No, l’artrosi è una malattia degenerativa cronica e la cartilagine danneggiata non si rigenera. Ma si può controllare il dolore e frenare la sua progressione con una gestione multimodale: controllo del peso, farmaci veterinari, esercizio adeguato e adattamenti domestici. Molti cani ben gestiti vivono anni con un’ottima qualità della vita.

Cosa posso dare al mio cane per il dolore dell’artrosi?

Non dare mai ibuprofene, paracetamolo o altri analgesici umani: sono tossici per i cani e possono causare avvelenamenti gravi e persino mortali.

Un cane con l’artrosi deve continuare a camminare?

Sì. L’esercizio fisico moderato, regolare e a basso impatto è parte del trattamento: mantiene la muscolatura che protegge le articolazioni e evita l’eccesso di peso. L’ideale sono diverse corte passeggiate giornaliere su terreno morbido, evitando salti e sforzi intensi. Il riposo assoluto peggiora la rigidità.

La glucosamina e la condroitina funzionano?

L’evidenza scientifica è limitata e contraddittoria: alcuni studi mostrano lievi miglioramenti e altri non trovano alcuna differenza rispetto al placebo.

A che età comincia l’artrosi nei cani?

È più comune a partire dagli 8 anni, ma può iniziare molto prima, soprattutto nei cani con displasia, lesioni articolari o sovrappeso. Si stima che colpisca circa il 20% dei cani di età superiore all’anno, e nei cani anziani le radiografie rilevano l’artrosi in una percentuale molto maggiore.

Quali razze sono più a rischio di osteoartrite?

Le razze grandi e giganti: Labrador Retriever, Golden Retriever, Pastore Tedesco, Rottweiler o Boyer di Berna, tra gli altri, per il loro peso e la loro predisposizione alle displasie.

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